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Antichi Portici

CONTRADA DEL CASTELLARO

Un viaggio a ritroso nel Medioevo

 

L'antica città di Bobbio conserva tutto il fascino e la bellezza del suo passato. Un passato testimoniato dal suo centro storico medievale, uno dei meglio conservati, che merita di essere esplorato e scoperto per apprezzarlo fino in fondo. Tanto da essere annoverato nell'elenco dei borghi più belli d'Italia, conquistando la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

 

La Contrada del Castellaro, con i suoi Antichi Portici, è uno degli angoli del centro urbano più suggestivi, che attrae come una calamita chiunque percorra le strade e stradine del Borgo Medievale. Un centro cui fu conferito, grazie a una bolla emessa dall'imperatore Federico II, lo status di città già nel 1014. A farglielo guadagnare, il suo immenso patrimonio religioso, culturale, architettonico e artistico.

 

La Contrada del Castellaro

 

Superando le arcate del famoso Ponte Gobbo detto anche del Diavolo, si entra nel Borgo di Bobbio. Dinanzi si apre il tessuto del Borgo Medievale, denominato nell'antichità come “borgo estrinseco”, fatto di una miriade di stradine, su cui si affacciano importanti edifici storici, che raccontano la lunga e gloriosa storia di Bobbio.

 

Lungo il percorso si incontra il Monastero di San Colombano, risalente al 614, con il Museo dell'Abbazia, per poi entrare nel cuore del borgo medievale, ideale per una tranquilla passeggiata, ma anche per un gradevole viaggio nel passato, vista l'alta concentrazione di edifici storici e di richiamo artistico. Tra questi, le magioni di numerose famiglie aristocratiche, come i Castelli e i Calvi, che decorarono le facciate delle loro residenze lasciando un ricordo indelebile della loro esistenza.

 

La lunga Contrada del Castellaro chiude la parte centrale del Borgo, e va a congiungersi a Est con la Contrada di Porta Nuova, il cui tratto meridionale probabilmente proseguiva in origine con un tracciato rettilineo, concludendosi poi nella Contrada dell'Ospedale. Contrada del Castellaro sorge esattamente nel cuore del Borgo Medievale di Bobbio, in una zona compresa tra il Castello Mapalspina Dal Verme e l'Abbazia di San Colombano.

 

Nella zona sorge anche la Chiesa di San Lorenzo, edificio alle dipendenze della Parrocchia di San Colombano, la cui facciata si apre a lato di Piazza Santa Fara, alle spalle del cenobio di San Colombano.

 

Gli Antichi Portici

 

Caratteristica di questa parte del Borgo sono le arcate irregolari e i bassi edifici, che furono costruiti  in pietra scura, cotto e ciottoli su un livello più basso rispetto a quello della strada.

 

In questi edifici, al primo piano erano collocate le antiche botteghe, sui cui affacci lavoravano e operavano gli artigiani. Al primo piano, distinto di solito da colonne per favorirne la sporgenza sulla strada, c'erano le abitazioni. Al secondo piano, invece, di solito venivano collocate le dispense, che potevano sfruttare i fumi dei camini che salivano su per affumicare formaggi e salumi. Nella parte posteriore, poi, si aprivano gli orti, che venivano coltivati per il sostentamento della famiglia.

 

La diffusione di edifici in pietra si diffuse in maniera particolare a partire dall'XI e XII secolo, dopo il periodo alto-medioevale in cui le costruzioni erano essenzialmente realizzate in legno, mentre quelle in sasso erano di solito un’esclusiva dell’edilizia sacra. Nel Borgo di Bobbio, in generale, l'attività di edificazione vide il coinvolgimento di larga parte della popolazione, fra cui anche contadini e artigiani impegnati nella realizzazione di facciate ornamentali in ambito nobiliare.

 

Il Palazzo Alcarini

 

Ma la Bobbio medievale non si esaurisce certo qui. Tutto il Borgo offre innumerevoli spunti per gli amanti del Medioevo, in un vero e proprio invito all'esplorazione a piedi e alla scoperta.

 

Ecco, quindi, un'altra ottima occasione per proseguire il viaggio nel tempo, spostandosi di poche centinaia di metri dalla Contrada Castellaro, per scoprire il fascino rimasto intatto del Palazzo Alcarini, conosciuto anche come Casa di Teodolinda, che ha dato il nome all'omonima Contrada.

 

L'edificio risalente al '400, si distingue con la sua facciata realizzata con mattoni a vista e per gli ingressi dotati di archi a sesto acuto. Di notevole fattura è il portico con archi gotici, sorretto da pilastri cilindrici con capitelli in arenaria, più antico della parte superiore dell'edificio, che fu rimaneggiato in epoche successive. Sotto il portico, inoltre, è visibile una bottega molto ben conservata, che presenta un rarissimo esempio di vetrina medievale.

 

Il Palazzo che fu della famiglia degli Alcarini è conosciuto anche come “Casa di Teodolinda”. Questa denominazione discende da una tradizione popolare, che tuttavia non trova conferme storiche, che narra di un soggiorno presso l'edificio della regina longobarda. L'edificio, tra l'altro, sarebbe stato costruito in un'epoca successiva alla vita di Teodolinda e al suo passaggio e soggiorno presso la città di Bobbio.

 

La tradizione gastronomica

 

Le botteghe del centro storico di Bobbio sono l'occasione per scoprire i prodotti tipici del territorio: dai salumi ai dolci, dai vini locali alle confetture di frutta, dai funghi porcini e i tartufi delle montagne circostanti al miele.

 

Da non perdere, poi, le osterie che continuano a proporre i sapori della tradizione culinaria locale: i maccheroni alla bobbiese, che si preparano utilizzando un ferro da calza, le lumache in umido, il croccante di mandorle, i pinoli alla ricotta, lo zampone di spalla di maiale stagionato e le ciambelline salate.

 

Tra le altre specialità bobbiesi, che si inseriscono nella vasta tradizione gastronomica piacentina, ci sono anche i “malfatti”, gnocchetti con ricotta e bietole cucinati al forno. L'agnello alla bobbiese, invece, viene cotto in brodo con sale, prezzemolo e aglio.

 

Oltre a trattorie e osterie, il borgo presenta anche numerosi laboratori di falegnami e artigiani con la loro produzione di manufatti e souvenir.

 

Un salto nel passato con Fantastico Medioevo

 

Ogni anno a Bobbio si tiene “Fantastico Medioevo”, evento annuale che costituisce una vera e propria festa medievale. Organizzata dall'Associazione Commercianti ed Operatori Economici, la manifestazione comprende l'organizzazione di antichi giochi, rappresentazioni in costume, cibo, laboratori artigianali e mercatini. 

 

L'appuntamento richiama migliaia di visitatori, attratti dalla possibilità di rivivere la vita e l'atmosfera dell'antico Borgo medioevale, seguendo cavalieri e parate, ricostruzioni storiche di arti e mestieri e di vita quotidiana. Ma anche scoprendo e rivivendo le atmosfere di un accampamento o di un mercato medievali, o assistendo allo spettacolo di sbandieratori, giocolieri e falconieri.

 

Il tutto ambientato nei luoghi più importanti della città medievale, come Piazza Duomo e Piazza Santa Fara.

 

Dal Medioevo al Cinema

 

A partire dal Medioevo fino a oggi, il paesaggio urbano di Bobbio costituisce un invito ineludibile a camminare e scoprire questo antico borgo. La ricca stratificazione di eventi storici, testimonianze architettoniche e, soprattutto, la fortuna di essere rimasto più o meno intatto a dispetto del passare del tempo, gli ha consentito di entrare a pieno titolo nell'elenco degli oltre 200 “Borghi più belli d'Italia”.

 

Le sue ambientazioni, tra l'altro, si sono dimostrate preziose per ospitare le riprese di alcuni film. Un aspetto particolarmente conosciuto da Marco Bellocchio, il noto regista cinematografico, che è uno dei suoi più conosciuti cittadini, e che girò parte del suo “I pugni in tasca” proprio nell'antico centro piacentino, ma anche il suo più recente “Sangue del mio sangue”.

 

Marco Bellocchio, inoltre, è anche l'ideatore del Bobbio Film Festival, manifestazione cinematografica nata nel 199 che si tiene annualmente nello storico borgo. L'iniziativa partì come un laboratorio cinematografico, “Farecinema – incontro con gli autori” tenuto appunto da Bellocchio, con corsi di regia collegati e una rassegna di film aperta al pubblico. Alle proiezioni seguiva di solito un incontro con registi attori e autori.

 

Nel tempo Bobbio Film Festival è andata crescendo, diventando nel 2005 un vero e proprio Festival, organizzato dalla Fondazione “Fare Cinema” insieme al Comune di Bobbio. La sede della manifestazione è stata individuata nel Chiostro dell'Abbazia di San Colombano.

 

Ed è proprio dalla Basilica di San Colombano che sono giunte le “notizie” più fresche sul Medioevo a Bobbio. Nella navata centrale, infatti, sono stati condotti i primi scavi archeologici, e una squadra internazionale di archeologi ha indagato per la prima volta la parte più antica del complesso monastico.

 

Gli scavi hanno portato alla luce la facciata e l'ingresso di un edificio di culto risalente all'età medievale, che fu costruito prima della chiesa attuale. Un risultato molto importante, che consente di rielaborare i dati fino a oggi in nostro possesso, e consentendo quindi la possibilità di ricostruire l'antico aspetto della chiesa abbaziale.

 

I lavori sono stati condotti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archologici dell'Emilia Romagna e dall'Università di Piemonte Orientale.

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