HOME - 10 POSTI DA VISITARE A BOBBIO - IL CASTELLO MALASPINA DAL VERME

Il Castello 

MALASPINA DAL VERME

La fortezza di Bobbio e la leggenda del “Pozzo dei coltelli”

 

 

Nella parte alta di Bobbio sorge il Castello Malaspina Dal Verme. L'edificio appartiene allo Stato, con la gestione diretta della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le Province di Parma e Piacenza.

 

La storia

 

Le origini del Castello provengono da molto lontano. In un Atto del 1219 viene citata una “braida de castello”a Bobbio. Un altro riferimento al Castello precedente al 1304 compare in un Inventario settecentesco del Monastero di San Colombano, conservato nell'Archivio Malaspina, che attesta la presenza di un castello e di torri a Bobbio prima del 1300. È quindi probabile che a quell'epoca esistesse già un castello, oltre alle mura del Borgo. Secondo gli studiosi, quindi, si può pensare che, in una fase precedente alla nascita del Castello Malaspina, esistesse già una fortificazione, che fu poi rimaneggiata e trasformata nella nuova struttura.

 

La costruzione dell’attuale Castello Malaspina iniziò nel 1304, per volere di Corradino Malsapina, signore della città, probabilmente di concerto con Visconte Pallavicino. Inizialmente le dimensioni del fortilizio erano inferiori rispetto a quelle che assunse nel corso dei secoli successivi, e si accrebbero grazie a progressivi ampliamenti. La scelta del sito permise di dargli una posizione sopraelevata rispetto al Borgo, con un'ampia visuale sulla strada che costeggia il Trebbia.

 

Nel 1360 il Castello Malaspina dal Verme fu donato da Galeazzo Visconti a Isabella di Francia, sua nuora, che sposò il figlio Gian Galeazzo. Nel 1436, il castello passò al conte Luigi Dal Verme. Nel 1440 si registrano gli interventi strutturali portati da Pietro Dal Verme, che fu assassinato nel giorno delle sue nozze, nel 1485. Al 1545 risale, invece, la ristrutturazione dell'edificio da parte di Gian Maria Dal Verme, che trasformò il maniero in una elegante dimora nobiliare.

 

In seguito, ulteriori lavori e trasformazioni si ebbero nella prima metà del XVIII secolo. Nel 1759, con la morte di Carlo Dal Verme, si estinse il ramo bobbiese del casato, e l'edificio passò al ramo piacentino dei Dal Verme. Seguì un periodo di decadenza, fino all'occupazione da parte delle truppe francesi nel 1799, dopo la Battaglia del Trebbia. I francesi però furono scacciati presto.

 

Agli inizi dell'800 il castello era ancora dotato di ponti levatoi, che si aprivano su due fronti sul fossato, che successivamente fu riempito. Nel 1805 il fortilizio e i terreni annessi furono venduti all'avvocato piacentino Paolo Della Cella. In seguito, Irene, nipote dell'avvocato, portò in dote il castello a Eugenio Piccinini, e suo figlio, Riccardo Piccinini, fu l'ultimo proprietario dell'edificio prima del passaggio allo Stato Italiano.

 

Caratteristiche architettoniche e artistiche

 

Il Castello Malaspina Dal Verme si presenta come una fortificazione costituita da diversi corpi di fabbrica chiusi dalla sola cinta muraria interna, con il Torrione di Porta Nuova, dopo che quella esterna fu demolita. Tale demolizione risale al 1858, ma dalle piante settecentesche è evidente che il maniero era collegato a una cinta muraria esterna, con porte fortificate, e che originariamente era dotata di due torri: il “Torrino” e la “Torre di Primatello”. Risale, invece, al 1973 il restauro e il consolidamento della struttura, con il rifacimento, tra l'altro, dei pavimenti e della copertura. Tutte le sue parti sono in pietra e inserti in laterizi e sono dotate di piccole finestre e tetti in coppi.

Nel complesso, a cui si accede da due ingressi, si distinguono il Mastio, a pianta quadrangolare, che si sviluppa su due piani, una torre circolare, i resti della cosiddetta Torre del Vescovo, e una torre circolare, dotata di due ambienti, uno coperto dal tetto conico, l'altro ipogeo. La Torre del Vescovo rappresenta la parte più antica del complesso, che fu costruita dopo il 1014 come originaria torre campanaria della vicina Basilica di San Pietro, e poi trasformata in struttura difensiva. Prima della nascita del castello fu utilizzata anche come alloggio per le truppe.

 

L'accesso è protetto da un portone fortificato, posto al centro delle mura, mentre il Mastio è consolidato da un robusto bastione spiovente, ed è cinto dalla murazione interna, che risulta costruita su un terrapieno che tiene il castello in una posizione sopraelevata.  Gli ambienti sono distribuiti su quattro piani, ognuno dei quali dotato di ampi saloni.

 

Entrando nell'atrio, con pavimento di legno intarsiato, si accede alla “Sala delle Marine”, e poi a un salone in cui campeggia un camino in pietra sormontato dai simboli araldici della Famiglia Dal Verme, e sono visibili dipinti seicenteschi. Di seguito, la “Sala del Tavolo ottagono”, il “Salotto Liberty” e la camera da letto con i suoi arredi stile Impero.

 

Lungo la scala che porta al piano superiore è presente un affresco staccato, risalente al XVI secolo, di una Madonna con Bambino. In una delle sale poste al secondo piano è visibile una genealogia dipinta su una tela ovale della famiglia Della Cella, a cui il castello appartenne nell'800. Gli ambienti del secondo piano gli ambienti sono intercomunicanti, e comprendono camera da letto, salotto, un piccolo studio e una sala con camino, con pavimentazioni in legno intarsiato.

 

Lungo la scala che porta al terzo piano è affrescato uno stemma vescovile che reca la Croce di Lorena, e poi si accede a una grande sala con la volta a botte. La rampa che sale al quarto piano, invece, conserva i resti di affreschi e un altro stemma vescovile. In fine, il quinto piano, appare sorretto da quattro pilastri.

 

Rimangono le tracce di due ingressi dotati di ponte levatoio, di epoca però più recente in quanto anticamente solo l'ingresso di nord-ovest dava l'accesso al mastio. Il mastio ha cinque piani con locali con il soffitto a botte e pavimenti in legno intarsiato: i primi tre erano ad uso abitativo, il quarto per l'alloggio delle truppe e l'ultimo per le manovre difensive. Questo consiste infatti in un sottotetto retto da quattro pilastri oggi illuminato da 18 finestre di recente apertura, mentre in origine vi erano solo feritoie strombate.

 

 

La “Leggenda del pozzo dei Coltelli”

 

Come ogni castello o maniero che si rispetti, anche quello dei Malaspina a Bobbio vanta una leggenda da narrare, detta del “Pozzo dei Coltelli”. Il pozzo di cui si parla, un tempo collocato nei sotterranei della torre circolare del Castello e ora riempito e chiuso, è legato infatti alla narrazione di cupe e inquietanti storie che si tramandano da secoli.

 

Al centro della leggenda c'è un pozzo, comunicante con una segreta senza uscita, che sarebbe stato rivestito da affilate lame sporgenti, inserite orizzontalmente nelle sue pareti. Secondo gli antichi racconti, qui finivano gettati i nemici e gli oppositori del Signore del castello, e pare anche giovani donne rapite.

 

Si dice che spesso chi vi cadeva dentro preferisse finire subito sulle lame, pur di evitare un'orribile e interminabile agonia. Inoltre, altre storie ancora narrano di fantasmi, forse di condannati, che si aggirerebbero sopra le mura del castello.

 

Visita al Castello

 

Il Castello Malaspina Dal Verme è visitabile durante tutto l'anno, e fa parte del circuito dell'Associazione “Castelli del Ducato di Parma e Piacenza”, una rete di 23 tra fortezze, rocche e manieri. La visita guidata propone un percorso che tocca la “Sala delle Marine”, il “Salone delle Feste”, i dipinti seicenteschi, la “Sala del Tavolo Ottagono”, il “Salotto Liberty” e la camera da letto.

 

Nei dintorni

 

Non distante dal Castello Malaspina, è possibile scoprire un'altra testimonianza dell'antica storia di Bobbio. Dove un tempo scorreva l'antico canale del Bedo, che un tempo attivava altri cinque mulini cittadini, sorge ancora oggi il Mulino di San Giuseppe, risalente al XII secolo.

 

Il mulino conserva intatta tutta la sua lunga storia, con le tre macine e tutte le attrezzature utilizzate anticamente. All'esterno spicca la grande ruota, incassata tra la strada e la struttura del mulino stesso. Quello di San Giuseppe, dopo l'antico mulino del Castello, divenuto poi Mulino del Comune e attivo fino agli anni '70, è il secondo partendo dalla parte alta del Borgo, e uno dei due che ancora conservano la loro ruota, oltre che le macine e gli ambienti originari.

 

A memoria di un tempo in cui questi edifici erano particolarmente diffusi e attivi nel centro urbano rimane una strada, la Via dei Mulini, che testimonia l'importanza di questa attività nel corso dei secoli.

 

Inoltre, nella zona di “Porta Legeria” erano presenti diversi mulini, che a partire dalla metà del '300 furono di competenza comunale. E proprio in Contrada San Giuseppe sorgeva quello detto “de Baracho”, la cui documentazione medievale descrive ricostruendone l'impianto, con le ruote e la mole per la macinatura dei cereali, e anche degli altri edifici che, probabilmente, erano destinati al deposito e alla conservazione di grano e altri cereali.

ATTENZIONE: il Castello è momentaneamente chiuso

 

PERCORSO DI VISITA

"Sala delle Marine”, Salone delle feste con grande camino e dipinti seicenteschi alle pareti; Sala del Tavolo Ottagono, Salotto Liberty, camera da letto con arredi Impero.

 

ORARI

Orario Invernale dal 01 ottobre ad 30 Aprile:
lunedì  - mercoledì - giovedì  - venerdì :  10.00-12.00  e 14.30 - 16.30
sabato domenica e festivi : 10.00 -13.00 e  14.00 - 17.00

 

 

GLI ORARI POSSONO SUBIRE VARIAZIONI,
VERIFICARE SUL SITO WEB http://polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it

INGRESSI

Intero: Euro 2,50

(visite con gruppi max di 15 persone)

Ridotto: Euro 1,50

Gratuito fino a 18 anni. Docenti e studenti della facoltà di Architettura e Conservazione Beni culturali; studenti dell'Accademia di Belle Arti; giornalisti con tessera stampa. Per ulteriori informazioni verificare il sito del Polo Museale. 

SERVIZI

Visite accompagnate dal personale in servizio.

 

NON SONO AMMESSI CANI ALL'INTERNO DEL CASTELLO MALASPINA DI BOBBIO

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Tel.: 0523/962815

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e-mail: iat.bobbio@sintranet.it

 

Orari di apertura al pubblico:

 

APR/MAG/GIU/SET

da mercoledì a domenica

9.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00 -

 

LUGLIO E AGOSTO

tutti i giorni

9.30 - 12.30 e 15.30 - 18.30.

 

GEN/FEB/MAR/OTT/NOV/DIC

Venerdì, sabato, domenica, lunedì e festivi

9.30- 12.30 e 14.30 – 17.30

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