La Cattedrale   

DI SANTA MARIA ASSUNTA

Un gioiello architettonico e artistico tutto da scoprire

 

Nell'antico borgo di Bobbio, a poca distanza dal famoso Ponte Gobbo, sorge il Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno degli edifici in stile romanico di maggior rilievo del centro storico che si andò sviluppando attorno all'area dell'Abbazia di San Colombano e alla Piazza del Duomo.

 

La chiesa è stata cattedrale fino al 1986, per poi diventare concattedrale della Diocesi di Piacenza-Bobbio, oltre che sede del Vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice. Il complesso del Duomo comprende, insieme alla cattedrale, anche il Palazzo Vescovile e l'annesso Museo diocesano, i Giardini e l'Oratorio, e il Vecchio Seminario, che oggi ospita gli Archivi Storici Bobbiensi, al cui interno è visibile il bel chiostro seicentesco.

 

La storia della Chiesa

 

Nel 1075 il vescovo Conte Guarnerio decise di spostare la sede della Diocesi di Bobbio nella nuova cattedrale. In precedenza, la sede vescovile era nata nel 1014 per iniziativa dell'abate Pietroaldo, che risiedeva ancora presso l'Abbazia. In quell'anno, infatti, fu creata la Diocesi di Bobbio, per volontà di Papa Benedetto VIII e dell'imperatore Enrico II, con l'obiettivo di tutelare i beni dell'antico Monastero di San Colombano, su cui pendevano le rivendicazioni dei vescovi di Piacenza, Pavia e Tortona. Nel 1017 il vescovo Attone spostò la sua residenza nell'antica Basilica di San Pietro.

 

La costruzione della cattedrale iniziò nel 1070, e i lavori durarono cinque anni. Il suo aspetto rimase immutato fino al XIII secolo, con la Cappella di San Giovanni, una struttura a tre navate e un abside circolare. La copertura fu inizialmente realizzata con capriate lignee a vista, mentre la torre di sinistra fu destinata alla funzione campanaria. Originariamente, poi, l'accesso all'edificio era assicurato da una scalinata esterna collocata tra il livello della piazza, che all'epoca era più basso, e il pavimento interno.

 

In seguito, il pavimento fu sopraelevato, i bracci del transetto vennero allungati e, finalmente, fu portata a termine la copertura a volte, con la scomparsa delle capriate a vista. Al 1370 risale la costruzione della Cappella di San Michele, posta nella navata di destra, che oggi conserva tracce di pittura trecentesca, mente nel 1378 fu aggiunta la bifora della torre di destra.

 

Nel 1448 incominciarono i lavori per la creazione della cripta, e nel 1463 fu invece costruita la nuova facciata, con l'allineamento delle torri laterali e l'innalzamento del piano della piazza. Nel 1532 altri lavori portarono alla modifica del coronamento della torre meridionale. Nel 1572 fu sopraelevata la torre di destra, e vi fu collocato l'orologio e una antica campana che precedentemente era nella Torre maggiore di San Colombano. L'altare maggiore, invece, fu donato da Carlo Emanuele II e consacrato nel 1750.

 

Pregi architettonici e artistici della Cattedrale

 

L'edificio, nel corso dei secoli, ha subito numerosi rimaneggiamenti, interventi di ristrutturazione e ampliamenti, per cui dell'originario impianto romanico rimangono solo le basi delle due torri laterali e parte dei muri perimetrali con i relativi archetti e decorazioni.

 

La chiesa si presenta con tre porte d'ingresso, un portale centrale e un grande rosone, il tutto incorniciato da due torri campanarie: quella di sinistra è il campanile vero e proprio, quella di destra invece protegge l'orologio. L'acceso all'edificio si compie scendendo dei gradini, dal momento che il livello della piazza fu sopraelevato. La pianta della basilica, a tre navate a croce latina, è delimitata da cappelle perimetrali coperte da volte a crociera.

 

Una parte degli affreschi presenti all'interno della chiesa di Santa Maria Assunta sono datati alla fine del XIX secolo, e recano la firma di Luigi Morgari, cui si aggiungono le decorazioni in stile bizantino realizzate da Aristide Sacchi nel 1896. La pavimentazione invece, fu rifatta nel 1905 per volontà del vescovo Porratti. Più antichi sono gli affreschi della Cappella Maggiore e del Presbiterio, opera del pittore lombardo Francesco Porro, risalenti al 1723.

 

Nella Cappella di San Sebastiano, costruita nel 1498, rimane ancora visibile la pavimentazione e gli affreschi degli inizi del '500, oltre a una finestra che fu costruita per far assistere i fedeli al culto, a distanza, durante una epidemia di peste. Sul fondo, è conservato un frammento di affresco del XIV secolo raffigurante la Crocifissione, a sinistra la lapide tombale della famiglia Giorgi, con un'iscrizione in memoria di “Janote”, morto nel 1462.

 

C'è poi il Battistero, con il fonte battesimale dello scultore piacentino Paolo Perotti, e le cappelle risalenti al '500 dedicate ai santi Giovanni e Franca, che custodiscono rispettivamente un seicentesco quadro dell'Angelo Custode di Carlo Francesco Nuvoloni, e un affresco della Crocifissione con Maria e Giovanni evangelista.

 

La Cappella di San Giuseppe, con affreschi del '500, conserva un quadro del pittore genovese Mattia Traverso, mentre nella Cappella del Suffragio c’è una “Crocifissione” di Luigi Morgari. Nella Cappella di San Giovanni Battista, invece, si conserva lo splendido affresco dell' “Annunciazione”, risalente al XV secolo, riportato alla luce nel 1981 insieme ad altri affreschi più antichi, come l' “Incoronazione della Madonne”. Nella cripta, in fondo alle rampe di scale, riposano tutti i vescovi di Bobbio a partire dal 1600.

 

C’è, infine, una curiosità che non potrà mancare di attrarre l'attenzione degli appassionati del genere. Nella Cattedrale di Bobbio si conserva anche un quadro con una “curiosa” rappresentazione dell'Ultima Cena, di cui non si conosce l'autore. Nel dipinto compare un San Giovanni addormentato e raffigurato con fattezze vagamente femminili. A questo proposito, qualcuno ha avanzato l'ipotesi che ad essere raffigurata nell'affresco sarebbe, in realtà, Maria Maddalena. Una simile rappresentazione è presente anche nella Chiesa di San Giuliano, sempre nel piacentino.

 

Il complesso del Duomo

 

Santa Maria Assunta fa parte del complesso del Duomo che comprende, oltre alla piazza circondata da antichi palazzi nobiliari, e alcuni diversi edifici pubblici.

 

Risale all'XI secolo Il Palazzo Vescovile, adiacente alla cattedrale, che ospita gli uffici della Curia e al Vescovado e i giardini. Al secondo piano si apre il Salone dei Vescovi, sulle cui pareti sono presenti i ritratti di tutti i vescovi di Bobbio.

 

Il Museo Diocesano della Cattedrale trova spazio in un'ala del Palazzo Vescovile, e si propone con un percorso espositivo di dieci sale che raccontano la storia della Diocesi, anche attraverso mappe e antichi documenti, reliquiari e un dipinto murale, risalente al '700, raffigurante l'Adorazione dei Magi.

 

Il Vecchio Seminario è un edificio seicentesco che ospitò, fino al 1960, il seminario cittadino, che oggi è sede degli Archivi storici bobiensi, e si apre attraversando un chiostro progettato nel 1663 da Lucino da Milano. Gli Archivi conservano pergamene e codici datati dal IX al XV secolo, oltre a tutto il patrimonio bibliotecario dell'Abbazia di San Colombano riprodotto in microfilm.

La piazza del Duomo

 

La chiesa si affaccia sulla bella Piazza Duomo, circondata da palazzi costruiti nel corso dei secoli dalle famiglie nobili della città. Notevole è anche il Palazzo Olmi, oggi sede del Municipio del Comune di Bobbio. L'edificio risale al XV secolo, e precedentemente fu sede del Monastero di Santa Chiara. Fino all'XI secolo, invece, la sede comunale era collocata presso il Palazzo Podestarile, risalente al 1226, ancora visibile in parte, a sinistra della torre della chiesa. In quel palazzo, nel 1342, vennero firmati gli Statuti Comunali ma fu in gran parte abbattuto per favorire l'ampliamento della Cattedrale. Di fronte al Palazzo Olmi si apre la Contrada dei Buelli, con l'omonimo palazzo appartenuto alla famiglia dei Buelli, il cui stemma è ancora visibile sulla facciata. Qui sorgeva anche l'antica trattoria “La Paolina”, di cui è ancora visibile l'insegna.

 

L'area urbana che circonda la Cattedrale conserva, come tutto il borgo dell'antica cittadina piacentina, una splendida atmosfera medievale. Anche qui, infatti, rimangono inalterate le caratteristiche del borgo medievale, e il suo antico tessuto fatto di vie strette, stradine con la caratteristica pavimentate in ciottoli, edifici in pietra e magioni signorili.

 

I Portici della Contrada del Castellaro

 

Spostandosi dalla Piazza del Duomo, si giunge rapidamente a uno degli angoli più affascinanti e caratteristici di Bobbio: gli antichi Portici della Contrada del Castellaro. I Portici si trovano sulla strada che dal Duomo va verso il Ponte Gobbo.

 

La loro struttura si distingue per le arcate irregolari e i bassi edifici, tutti in pietra scura, posti al di sotto del livello stradale. Gli edifici di questa parte del borgo, un tempo, ospitavano le antiche botteghe della città: sull'affaccio lavoravano gli artigiani, mentre al cui piano superiore erano sistemate le dispense, dove formaggi e salumi potevano essere affumicati sfruttando i fumi delle stufe sottostanti.

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