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Il Museo 

COLLEZIONE MAZZOLINI

Un viaggio nell'arte del '900

 

Il Museo Collezione Mazzolini è stato inaugurato il 23 novembre 2015, in occasione dei festeggiamenti per San Colombano, Patrono di Bobbio. Questo spazio espositivo ha trovato posto negli ambienti del monumentale Complesso di San Colombano, completando così il già ricco percorso museale creato presso l'antica Abbazia.

 

Al suo interno sono esposte opere appartenenti alla Collezione Mazzolini, che annovera quadri e sculture realizzati da artisti italiani tra gli anni '30 e gli anni '60. Una vera e propria rivelazione, che offre al pubblico un autentico viaggio nell'arte e nelle avanguardie pittoriche del '900 italiano, in un contesto storico e architettonico che risale al Medioevo.

 

La storia della Collezione

 

Nel 2005, la collezionista Domenica Rosa Mazzolini donò alla Diocesi di Piacenza-Bobbio ben 899 opere – 872 di pittura e grafica, 27 di scultura – che comprendevano la sua personale raccolta e la Collezione dei fratelli Simonetti, ereditata nel 1994.

 

L'intento dichiarato dalla donatrice era quello di rendere fruibili da parte del pubblico quelle opere d'arte. In particolare, la raccolta Simonetti, medici in Milano, fu realizzata dai suoi proprietari grazie a donazioni ricevute da parte di pazienti, in particolare dagli artisti che spesso offrivano in cambio una loro opera, come nel caso di Ottone Rosai, Mario Sironi, Fiorenzo Tomea, i fratelli Pomodoro e Antonio Recalcati. Massimo Campigli, da parte sua, dipinse un quadro che intitolò Simonetta proprio per rendere omaggio e ringraziare in modo particolare il dottor Simonetti.

 

La raccolta inizialmente comprendeva per lo più quadri dell'Ottocento e alcune tele di Filippo De Pisis, pittore che fu amico di famiglia. La quadreria, tuttavia, andò progressivamente arricchendosi di opere firmate da grandi artisti del '900 come Giorgio De Chirico, Enrico Baj, Carlo Carrà, Piero Manzoni, Renato Barilli, Lucio Fontana, Achille Funi.

 

Rosa Mazzolini fu assistente dello studio medico dal 1950, e incoraggiò i Simonetti a frequentare le gallerie d'arte e il conteso culturale milanese, e quindi all'acquisto di nuove opere. In seguito, ereditò la collezione alla morte di Fede, sorella del medico Giovanni Battista Simonetti, e vi aggiunse poi la sua, in cui compaiono opere di Giò Pomodoro e Luigi Veronesi.

 

Il percorso espositivo

 

Il Museo è stato dunque allestito negli spazi appartenenti al Monastero dell'Abbazia di San Colombano, insieme al Museo dell'Abbazia, in piazza Santa Fara. L'esposizione del Museo Collezione Mazzolini si apre con tre sale in cui vengono narrate le storie dei collezionisti e la loro passione per l'arte.

 

L'esposizione è caratterizzata da una certa eterogeneità, dovuta appunto all'ordine casuale con cui le opere confluirono nelle due raccolte, ma risponde senza dubbio a gusto e al contesto culturale del secondo Dopoguerra, attraversando il Novecento ed esplorando i nuovi linguaggi artistici della metà del secolo.

 

Oltre ai nomi citati, sono presenti anche opere di Renato Birolli, Giuseppe Capogrossi, Mario Nigro, Tancredi Parmeggiani. Il numero maggiore di quadri è quello legato ai nomi di Ottone Rosai e di Lucio Fontana, e un certo rilievo numerico hanno anche quelle di Renato Borsato, che il dottore ebbe modo di conoscere a Milano, in occasione di una personale dell'artista alla Galleria Spotorno. Tra gli altri nomi, si segnalano Paolo Baratella, Ercole Pignatelli e Renzo Izzo. Inoltre, l'esposizione documenta anche l'attività di artisti come Giuseppe Banchieri, Roberto Ercolini, Giulio Falzoni, Donato Frisia, Elio Mariani, Gino Meloni. E offre un'interessante spazio a personalità femminili dell'arte come Léonor Fini, Bettina e Jolanda Cesaratto.

 

Le opere di maggiore rilievo sono Hommage à Morandi di Filippo De Pisis, Piazza d'Italia di Giorgio De Chirico, Concetto spaziale di Lucio Fontana, Marina con case di Carlo Carrà, Cupolone con campanile di Ottone Rosai.

 

Di Giorgio De Chirico, che era paziente dello studio, sono presenti complessivamente otto opere, alcune delle quali espressamente commissionate da Simonetti al grande pittore. In particolare, a De Chirico fu commissionato un Esculapio proctologo, che fu presentato a Detroit nel 1956 in occasione di un convegno, e un Ippocrate rifiuta i doni, per additare l'etica e il disinteresse del medico.

 

Ma la grande ricchezza di proposte pittoriche non si esaurisce qui. La collezione, infatti, vanta anche la presenza di opere di Emilio Gola,  Pietro Marussig,  Aligi Sassu, Roberto Crippa, Antonio Corpora, Raffaele De Grada, Umberto Lilloni, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Pio Semeghini, Antonio Sanfilippo, Emilio Scanavino, Adriano Spilimbergo, Arturo Tosi, Giulio Turcato, Gianfilippo Usellini.

 

Oltre agli artisti italiani, comunque, nel Museo trovano spazio anche pittori stranieri. È il caso di Sonia Delaunay, di Hans Harp con il collage intitolato Orologio, e André Bloc, e ancora Henry D'Anty, Raymond Georgein, Hsiao Chin e Po Yong.

 

In fine, anche se minoritario rispetto alla pittura, è di rilievo anche la presenza di sculture. A questo nucleo della collezione appartengono il Cristo sulla croce di Lucio Fontana, e alcune composizioni di Luigi Broggini e Amilcare Rambelli.

 

I ricordi d'arte di Rosa Mazzolini

 

Un patrimonio di grande interesse è anche quello legato alle memorie di Rosa Mazzolini, per tanti anni a contatto diretto con i pittori che fecero grande la scena artistica italiana del '900. Fu lei, ad esempio, a ricevere direttamente da Ottone Rosai, di passaggio mentre era diretto a Ivrea, il suo ultimo dipinto, Cupolone con campanile, che aveva realizzato appositamente per Giovanni Battista Simonetti, poche ore prima di morire, il 13 maggio 1957.

 

La notizia della scomparsa di Rosai giunse da un altro pittore vicino ai Simonetti, Fiorenzo Tomea. Quest'ultimo fu uno degli artisti più amati dalla Mazzolini, insieme a Virgilio Guidi e Filippo de Pisis. La donatrice della collezione, infatti, li conosceva personalmente, come anche Bruno Cassinari, Paolo Baratella, Renato Borsato, Ercole Pignatelli ed Elio Mariani. Molti di loro, tra l'altro, furono spesso suoi ospiti a Brugnello, il piccolo borgo a pochi chilometri di distanza da Bobbio, dove Rosa nacque nel 19309.

 

Alla sua raccolta personale appartengono in particolare Il sole nero di Giò Pomodoro, che le fu donato dal marito, e alcune opere di Luigi Veronesi, e di Paolo Baratella, che ebbe modo di conoscere grazie a un altro pittore presente nella raccolta: Giangiacomo Spadari. Come ebbe modo di conoscere Piero Manzoni, autore di un Achrome, che incontrò presso lo studio di Simonetti.

 

Come arrivare al Museo MCM

 

Si accede al Museo MCM attraverso il portale d'ingresso del Museo dell'Abbazia (corridoio interno). La struttura è chiusa nei mesi di Novembre, Dicembre, Gennaio e Febbraio, mentre a Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Settembre, Ottobre è aperto solo il Sabato con orari 15,30 – 18 e la Domenica e nei giorni festivi con orari 10,30 – 12,30 e 15,30 – 18,00. A Luglio e Agosto invece il Museo è aperto dal mercoledì al sabato con orari 15,30 – 18,00 e la domenica e i festivi con orari 10,30 – 12,30 e 15,30 – 18,00.

 

Il biglietto che consente l’accesso al Museo MCM è lo stesso che consente l’accesso al Museo dell’Abbazia e ha un costo di 6 € intero (4 € ridotto). Sono previste riduzioni per gruppi di almeno 10 persone, bambini dai 7 ai 14 anne, over 65 e residenti nel Comune di Bobbio e Corte Brugnatella.

Per ulteriori informazioni o richiesta apertura straordinaria: 340 5492188 e 340 5490674 e info@cooltour.it

Aperture straordinarie ed eventi verranno tempestivamente comunicati nella sezione” News”. www.info@cooltour.it

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APR/MAG/GIU/SET

da mercoledì a domenica

9.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00 -

 

LUGLIO E AGOSTO

tutti i giorni

9.30 - 12.30 e 15.30 - 18.30.

 

GEN/FEB/MAR/OTT/NOV/DIC

Venerdì, sabato, domenica, lunedì e festivi

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