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Il Palazzo

MARCHESE MALASPINA

Una lunga storia di nobiltà, codici medievali e passione vinicola

 

Il Palazzo Malaspina rappresenta la più importante e grande dimora nobiliare, risalente al XII secolo, dell'antico centro storico di Bobbio, ancora oggi in possesso dei Marchesi Malaspina. L'entrata dell'edificio si trova in Contrada Borgoratto, a poca distanza da Piazza Fringuella, corrispondente all'antica Porta Frangùle, la seconda di accesso alla città, che oggi si distingue per l'ampio porticato.

 

La Storia

 

Nel 1164, l'imperatore Federico Barbarossa volle ricompensare la fedeltà e il supporto militare ricevuto da Obizzo Malaspina, detto “Il Grande”, con un diploma che gli assegnava beni e possedimenti, tra i tanti, in Lunigiana, Val di Taro, Val di Sestri, Valle Staffora e in Val Trebbia. Nel diploma venivano indicati corti, castelli e territori, compresi quelli un tempo di pertinenza dell'Abbazia di San Colombano. In questo modo, Bobbio divenne uno dei possedimenti più importanti dei Marchesi Malaspina.

 

Nella seconda metà del XII secolo, il Palazzo era già diventato la residenza della famiglia Monticelli, per poi passare ai Malaspina, dopo la morte di Gian Battista Monticelli, e le nozze della figlia Antonia Monticelli con Lodovico Malaspina.

 

Alcuni documenti attestano che Corrado Malaspina avrebbe ospitato nella dimora il grande poeta Dante Alighieri, che era giunto dalla Lunigiana, dopo un soggiorno presso Morello Malaspina. Dante, infatti, era diventato procuratore dei Malaspina, e intraprese un viaggio a Bobbio per negoziare la pace tra la Famiglia Malaspina e il vescovo-conte di Luni.

 

Caratteristiche architettoniche e artistiche

 

Il Palazzo Malaspina occupa un intero isolato, ed è confinante con diverse “contrade”, termine con cui a Bobbio sono chiamate le strade.

 

L'edificio si presenta esternamente con forme severe e rigorose, circondato da un alto muro sui quattro lati. All'interno, al contrario, si distingue per il bel portico con archi a tutto sesto, con colonne e capitelli, gli ariosi loggiati e gli splendidi ed eleganti saloni affrescati e arredati con mobili d'epoca. Inoltre, è presente anche una Cappella privata.

 

La parte superiore dell'edificio fu sistemata dal marchese Antonio Maria Malaspina nel XVIII secolo, su progetto del bobbiese Antonio Maria Losio, a cui si deve anche l'ampio scalone, realizzato nel 1758 da Carlo Giuseppe Calderara di Garlasco, che lasciò incise le sue iniziali alla base della balaustra.

 

Nell'edificio è presente anche l'Archivio Nobiliare, che conserva, tra l'altro, importanti documenti imperiali e monastici, tra cui un attestato di compravendita di Odberto degli Obertenghi, e il Diploma di Federico Barbarossa che confermava i domini e le proprietà di Obizzo Malaspina. 

 

La Biblioteca Storica vanta invece una raccolta di 1300 volumi di particolare valore e rarità, tutti pubblicati prima del 1830. Al suo interno compaiono pregiate opere come la Sommola di pacifica coscienza di Pacifico da Novara, un incunabolo stampato a Milano nel 1497, ben 100 Cinquecentine, e il Catalogo completo dei beni feudali e dei codici dello Scriptorium di San Colombano, tutti custoditi in antichi armadi di legno. Inoltre, in catalogo compaiono anche opere giuridiche, di filosofia e di letteratura classica, studi scientifici, trattati di matematica, geografia e biologia.

 

Le coerenze del Palazzo Malaspina risultano nell'Atto datato al 30 marzo 1761, insieme a un album di notevole bellezza che contiene i disegni di tutte le proprietà appartenenti alla Famiglia Malaspina, con una particolareggiata pianta dell'edificio, che fu realizzato da Antonio Maria Losio tra il 1772 e il 1794.

 

Nel loro complesso, volumi e i documenti conservati nel Palazzo consentono un’importante occasione di ricostruire non solo la storia del casato Malaspina, ma soprattutto la storia culturale, sociale ed economica di Bobbio.

 

Dal cortile interno si accede alle antiche Cantine, in cui vengono conservati e riposano i vini prodotti dall'Azienda di famiglia, a partire dal 1772. In quell'anno, infatti, iniziò formalmente l'attività vitivinicola dei Malaspina, con l'impianto di viti nei fondi maggiormente favorevoli alla coltivazione e ben esposti al sole. Furono poi il nonno e il padre, cui si deve l'introduzione del vitigno Cabernet Sauvignon a Bobbio, dell'attuale proprietario a incrementare la coltura della vite, nel rispetto di una tradizione millenaria che riporta alla fondazione del Monastero di San Colombano.

 

Il proprietario del Palazzo e delle Cantine è il marchese Obizzo Malaspina, insieme al figlio Currado e alla moglie Beatrice Brichetto Arnaboldi. A lui si deve, tra l'altro, la nascita del Consorzio di Tutela “Colli Piacentini”, il cui obiettivo è controllare e valorizzare la produzione di vini del territorio.

 

Periodicamente, il Palazzo Malaspina diventa il suggestivo protagonista di eventi legati alla produzione e alla promozione del vino, oltre a ospitare il pubblico in occasione di aperture speciali, che consentono di scoprire il fascino delle sue architetture e il piacere dei vini che vi sono conservati.

 

La Famiglia Malaspina

 

Il casato dei Malaspina discende dal capostipite Odberto I, durante il regno dell'imperatore Ottone I di Sassonia. Odberto fu nominato conte di Luni nel 945, e poi marchese della Mara di Genova dal re Berengario II nel 951, e Conte palatino nel 953.

 

Il marchese Obizzo I Malaspina, dopo essersi schierato contro l'imperatore, passò poi dalla parte di Federico Barbarossa, sostenendolo in modo particolare nell'assedio e nella guerra contro Milano. Fu questo, in particolare, il motivo per cui il Barbarossa decise in seguito di ricompensarlo.

 

A partire dai figli di Obizzo I, la dinastia dei Malaspina si divise poi in due rami, denominati “Malaspina  dello Spino Fiorito” e “Malaspina dello Spino Secco”. Da quest'ultimo discende l'attuale marchese Obizzo. Tra i componenti della casata vanno ricordati Franceschino e Moroello, che ospitarono Dante Alighieri, che dedicò loro alcuni versi presenti nel Canto VIII del Purgatorio, nella Divina Commedia. Alessandro Malaspina, che visse nella seconda metà del '700, fu invece uno scienziato e un esploratore per conto della corte reale di Spagna.

 

Alla Famiglia Malaspina è legata anche la costruzione del Castello Malaspina, che si deve a Corradino Malaspina nei primi anni del Trecento. Il Borgo di Bobbio incominciò a essere fortificato,  nel XIII secolo, con una cinta muraria, e già nel 1219 veniva nominata una braida de castello.

 

Porta Fringuella e il Palio delle Contrade

 

Di fronte al Palazzo Malaspina sorge il settecentesco Palazzo Tamurelli, che conserva ambienti con interessanti affreschi. L'edificio oggi ospita un Ostello. Percorrendo la Via dei Mulini si raggiunge il Castello Malaspina dal Verme, antica struttura fortificata visitabile cui si accede attraverso due distinti ingressi.

 

A poca distanza dal Palazzo, inoltre, si apre la Piazza di Porta Fringuella, nel luogo in cui un tempo sorgeva l'antica Porta Fringuella, con i Portici del XII secolo. Il nome della porta rimane legato a una delle cinque Contrade che prendono ancora parte al Palio delle Contrade di Bobbio, che si tiene nel mese di giugno. Le Contrade sono cinque: Alcarina, Agazza, Nova, Legleria e, appunto, Fringuella. Ognuna di esse prende il nome dalle porte d'accesso della città medievale.

 

Come nel Medioevo, oggi i rappresentanti delle contrade si sfidano in gare di abilità per decretare la Contrada Regina. Ad ogni Contrada è legato il colore di uno stendardo e delle divise indossate dai partecipanti. La manifestazione comprende anche un Corteo Storico, che si snoda lungo le vie del centro, coinvolgendo personaggi appartenenti alle diverse Contrade, ognuna rappresentata da un Principe e da una Principessa, oltre che dal Capitano che reca i vessilli e lo stemma.

 

Il Palio prevede che le squadre coinvolte disputino cinque diversi giochi: Tiro alla fune, Corsa con le Torri, Palo della Cuccagna, Lancio dell'uovo e il Ratto della Castellana. Quest'ultima prova prevede un assalto a un finto castello per liberare una sospirante principessa prigioniera. Gareggiando in questo modo, le cinque Contrade cittadine si contendono la conquista del Drappo, che rimarrà in possesso della “Contrada Regina” per il tempo di un anno, per poi essere nuovamente messo in palio in occasione dell'edizione successiva.

 

Il Palio delle Contrade di Bobbio, dunque, è un evento di indiscutibile fascino, in grado di far rivivere l'antico passato della città di Bobbio, e che può rendere ancora più interessante e coinvolgente un soggiorno in questo angolo della provincia di Piacenza che conserva intatte le bellezze e le tradizioni del passato.

 

Presso la Piazza di Porta Fringuella, inoltre, si tiene ogni sabato mattina il mercato del pesce, nel contesto della settimanale Fiera mercato di Bobbio, che vede giungere nel borgo gli abitanti della Val Trebbia e delle vallate dell'Appennino.

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