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Il Santuario 

DI SANTA MARIA AL MONTE PENICE

Un'oasi di silenzio e natura incontaminata

 

In cima al Monte Penice, la vetta più settentrionale degli Appennini, a quota 1460 metri, al confine con la provincia di Pavia, sorge il Santuario di Santa Maria in Monte Penice, edificio che appartiene al territorio di Bobbio.

 

Il Santuario dedicato alla Madonna vanta una storia antichissima, ed è posto in un luogo straordinariamente panoramico: dal suo piazzale, infatti, è possibile godere di una visuale che spazia dalla Val Trebbia alla Valle Staffora, dal territorio piacentino a quello pavese, fino ad arrivare ai primi contrafforti delle Alpi nelle giornate più terse.

 

Un luogo in cui il silenzio e il raccoglimento si uniscono al verde dei boschi che lo circondano, offrendo un'ottima occasione per dedicarsi all'escursionismo oltre che alla scoperta di un luogo sacro che vanta una storia antichissima.

 

La Storia del Santuario

 

Secondo le fonti storiche giunte fino ai nostri giorni, il culto riservato alla Madonna iniziò sul Monte Penice oltre 1350 anni fa, in seguito a una promessa fatta nel VII secolo da San Colombano a Teodolinda, regina dei Longobardi. La tradizione racconta che fu proprio la regina longobarda, moglie di Agilulfo, a salire sul Monte Penice insieme a San Colombano per mostrargli il territorio e fargli promettere di edificare su quella cima una chiesa dedicata alla Madonna.

 

Tuttavia, esiste anche un'altra versione leggendaria, che invece attribuisce proprio a Teodolinda la decisione di erigere la chiesa, presa dopo la morte di San Colombano, con una solenne promessa fatta durante una visita alla sua tomba.

 

In un modo o nell'altro, una chiesetta lignea fu costruita proprio sulle rovine di un tempio pagano celto-ligure che sorgeva in loco: a dimostrarlo è stato il ritrovamento di una statuetta di bronzo risalente al I o II secolo, raffigurante un sacerdote pagano intento a fare offerte a una divinità, oggi conservata nel Castello di Montegalletto, a Genova. È questa la testimonianza più antica che giunge dal sito, che confermerebbe quindi una sua precedente frequentazione cultuale. 

 
Nel 622, in occasione di una visita alla tomba di San Colombano, a Bobbio, il re longobardo Adaloaldo e la madre Teodolinda salirono in pellegrinaggio sul Monte Penice per pregare, prima di fare ritorno al borgo.

 

C'è poi un'altra leggenda che si tramanda da secoli, e che riguarda il Santuario, ma è, invece, legata alla vicina Cascata del Carlone, le cui acque creano un bel laghetto termale, oggi frequentato soprattutto dagli escursionisti. Secondo il racconto, in epoca medioevale, scoppiò in questa regione un'epidemia di peste, ma i monaci di San Colombano si salvarono tutti attingendo e bevendo proprio queste acque termali, che furono definite “miracolose”. Queste acque, si narra, salvarono anche gli abitanti di Bobbio, e i pellegrini che percorrevano la Via Francigena fermandosi qui per chiedere aiuto.

 

Nell'XI secolo l'edificio aveva raggiunto l'aspetto e le dimensioni attuali, dopo che nel 1073 la costruzione originaria fu restaurata. Al settimo decennio dell'XI secolo risale anche la prima testimonianza certa riguardo questo luogo di culto. Il nome antico attribuito al Santuario fu quello di “Madre di Dio”, in seguito divenuto “Santa Maria”. Molto più tardi, nel 1619, l'edificio fu ulteriormente rimaneggiato e restaurato.

 

Nel corso dei secoli il Santuario fece parte degli ampi possedimenti dell'Abbazia di San Colombano, passando poi alla Diocesi di Bobbio e diventando il principale luogo di culto mariano di tutto il territorio. Agli inizi del '900 risale la costruzione del portico antistante l'ingresso, e la sistemazione della statua del Redentore. Nel 1967, invece, fu costruita la torre campanaria.

 

Visita al Santuario

 

L'antico edificio è stato completamente restaurato recentemente, e si propone con l'esterno in sasso a vista e l'interno riportato allo splendore delle origini. Anche l'altare e l'ambone sono stati completamente rinnovati, ed è stata recuperata la sacrestia e alcuni ambienti aperti al pubblico.

 

All'interno del Santuario è visibile la preziosa statua lignea della Vergine con il Bambino, realizzata tra la fine del '500 e l'inizio del '600, insieme alla statua di San Bartolomeo, risalente al XVIII secolo. Dal 2009, inoltre, la chiesa si è arricchita di pregevoli icone orientali volute dal rettore don Angiolino Bulla. Il percorso iconografico creato dalle icone comprende L'Annunciazione, Il Natale del Signore, la Dormizione della Madre di Maria, La Pentecoste, Il Pantocratore, la Presentazione di Gesù al Tempio.

 

Nel piazzale antistante è stata posta la statua di San Colombano, tra l'altro nominato protettore dei motociclisti.

 

Il sentiero medievale per il Santuario

 

Il Penice è anche un luogo di particolare rilievo e interesse per gli appassionati di escursionismo e di trekking. Il Sentiero medievale che conduce al Santuario di Santa Maria al Monte Penice offre una splendida occasione per unire attività fisica ed escursionismo al piacere di una totale immersione nella natura, alla scoperta delle tracce lasciate dalla storia.

 

Il Sentiero medievale per il Santuario del Monte Penice è un percorso escursionistico che mette in collegamento Bobbio con l'edificio sacro che sorge sul Monte Penice. È solitamente indicato anche come strada mulattiera, dal momento che alcuni suoi tratti sono carrozzabili e asfaltati, mentre gli altri sono percorribili solo a bordo di un fuoristrada, oltre che a piedi o a cavallo. Il sentiero attraversa un ambiente naturale altamente suggestivo, abitato da uccelli rapaci come le poiane e i falchi, ed è tracciato da apposita segnaletica con segnavie e guidovie.

 

Tra Bobbio e la vetta del Penice si supera un dislivello di 1188 metri, con un percorso complessivo di circa 20 chilometri. Il sentiero fa parte del tracciato dell'antico Caminus Genuae, la strada che collegava la Pianura Padana con la Liguria. Partendo dal borgo di Bobbio si percorre la Strada Statale 45 di Val Trebbia, in direzione di Genova, fino ala Località San Martino, per poi imboccare la strada per Carana e Moglia.  Dopo aver superato il torrente Carlone, la strada sale verso Moglia e poi San Cristoforo. Di là si giunge alla suggestiva Cascata del Carlone. Si tratta di una cascata termale, inserita in un luogo incontaminato della valle del torrente Carlone, in una zona in cui sono presenti numerose cascate e cascatelle. Ai suoi piedi si apre un laghetto di acqua termale, di natura salso-bromico-iodica e ricca di magnesio, e anche una fonte salina di acqua salsa.

 

Di seguito si raggiungono i ruderi dell'antica chiesa monastica fondata dai monaci di San Colombano del VII secolo. Dopo l'abitato di Mogliazze, si supera il Bosco del Comune dei Monaci e la sorgente di Val Mora, congiungendosi poi con l'antica Via del Sale, che dalla Liguria risaliva verso la Pianura Padana. La strada prosegue fino alla Cima di Valle Scura, fino alla parte di sentiero che sale ripido alla vetta del Monte Penice, su cui sorge il Santuario.

 

La Festa della Madonna del Penice

 

Presso il Santuario si tiene la Festa della Madonna del Penice, nel giorno dedicato al Nome di Maria, nella seconda domenica di settembre. Inoltre, a Ferragosto si tiene una processione notturna, al lume delle fiaccole, che dal Passo del Penice raggiunge la vetta per festeggiare la Madonna dell'Assunta.

 

Flora e fauna del Monte Penice

 

I versanti del Monte Penice sono coperti da boschi di faggio e di conifere, querce, carpini e noccioli. La fauna del luogo è particolarmente ricca, e comprende cinghiali, daini, lepri, volpi, ricci, faine.

 

Inoltre, in tempi recenti, il lupo ha fatto nuovamente la sua comparsa, dopo essersi quasi estinto alla fine dell'800. L'avifauna, oltre ai rapaci come poiane, gheppi, sparvieri e falchi, è composta da picchi, ghiandaie, fagiani, upupe e usignoli.

 

Come arrivare

 

Da Milano si segue la A7 con uscita a Voghera, a seguire Salice Terme, Varzi e Passo Penice. Da Genova si segue la Statale 45, e poi tappa a Bobbio. Anche da Piacenza si raggiunge il luogo percorrendo la Statale 45 fino a Bobbio. Il Santuario è raggiungibile non solo in auto ma anche in autobus.

 

La vetta del Monte Penice è raggiungibile grazie a una strada di circa 4 chilometri che sale dal Passo del Penice fino a quota 1149, dove passa la strada provinciale. Nel periodo invernale è possibile raggiungere il Santuario solamente a piedi, dal momento che la strada viene chiusa al traffico a causa della neve.

 

Presso il Santuario è attivo un bar ristoro, ed è disponibile un ampio parcheggio, aperto tra i mesi di maggio e settembre.

 

A Passo Penice, invece, si organizzano percorsi escursionistici a piedi o in mountain bike nella bella stagione. Gli impianti invernali sono in funzione dal mese di dicembre al mese di marzo. Sono presenti due piste e un campo scuola, serviti da un impianto di skilift e una manovia, con copertura da innevamento programmato e illuminazione notturna.

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